Mi piacerebbe, ma…
Quando nasci e cresci in un paese dell’entroterra pesarese, arriverà come un fiume in piena.
Cosa?
La voglia di guidare qualcosa a motore, è ovvio.
Ad oggi non so spiegarmi che cosa ci sia dentro a quella voglia innata. Libertà, forse. L’esigenza di essere parte di qualcosa. Forse tutt’altro…non lo so.
So solo che lo vuoi. Ma lo vuoi sul serio.
Io sono stato fortunato, e ad agosto 2002 (grazie Pà) divento ufficialmente uno di loro. Uno di quelli grandi che si muovono in autonomia. E lo faccio a bordo di un fantastico Benelli 491.
È finita, non penso ad altro.
Gli anni passano
A 16 anni ho solo un pensiero: la Mito 125.
“Puoi anche scordartelo” tuonano i miei. “Quella roba è pericolosa!”.
A 18 anni i sogni sono per la RS 250 – Aprilia ovvio!
“Non ti compriamo un 125, e tu vorresti una moto che usano per fare le corse?”
sento rimbombare dal fondo del cortile.
Incasso il colpo e le distrazioni aumentano. I motori si allontanano lentamente dai miei pensieri.
L’università, le ragazze, gli amici. Non ho bisogno di una moto. Forse avevano ragione.
Allora perché aprire un blog che ne parla?
Perché ho detto che si erano allontanati (i motori), ma non così tanto.
E a 30 anni, dopo anni di quiete, torna! Il fiume, sì, quello di 18 anni prima.
Il fato è strano e il fiume si ripresenta sottoforma di Moskow Mule.
C. è un mio amico e possiede una fantastica Ducati Monster 900. Prime serie, presente? Quelle che fanno bordello anche da ferme. Quelle con la frizione a secco che ti intorpidisce il polso dopo 3 partenze. Ecco lei. Nera per di più!
“Ok C, sono sufficientemente ubriaco per farti un’offerta. Tanto non la usi, e lo sai.”
“Te lo puoi scordare!” Mi sembra di sentire mia madre. “Non la venderei per niente al mondo. Senti F! Quella vecchia Hornet la vuole vendere, e secondo me vuole due lire.”
…saranno i Moskow, sarà l’aria primaverile, sarà che non capisco un ca**o.
“Pronto, F! Ciao bello. Senti, sono al chiosco con tuo fratello” Eh sì, C e F sono fratelli. “Sì sì. Ubriaco? Beh un po’ ma lascia perdere…sì volentieri, settimana prossima, ma ascolta: quella Hornet c’è ancora ingiro?
Quattro giorni dopo avevo la mia prima moto. Avevo una cazzo di moto.
Il fiume aveva ripreso il suo corso.


