Sempre blu

August 8, 2025 1 By Mitu404

A distanza di un pò di tempo mi ritrovo a riprendere la penna in mano
(ovviamente la “penna” non so nemmeno dove sia, e chiaramente sto scrivendo con una tastiera – però un pò di poesia non guasta).

Sono nel mio appartamento di Milano, è l’ultimo fine settimana prima delle ferie estive, è caldo (ma comunque vivibile) e mi godo il piccolo terrazzo di casa mentre bevo del caffè (solubile! – non mi giudicare – un mezzo senso ce l’ha).

Ho il portatile sulle gambe e ho voglia di scrivere qualcosa.

Sento l’impulso di convidere il grande cambiamento motoclistico che ho fatto rispetto all’ultimo racconto.

Ci eravamo lasciati con un viaggio epico in terra sarda, con un itinerario ovviamente stradale, le cui curve percorse rimarranno dei ricordi indelebili.

Bene, sono dunque passati 2 anni da quel viaggio e nel frattempo molto è cambiato.
Il mutamento più grande l’ha subito il mio subconscio e quel pizzico di ansia da velocità è arrivata
(sarà l’età?).
Sta di fatto che, a distanza di un paio di mesi da quel viaggio di giugno ’23, metterò in vendita la moto.

La Yamaha Tracer 900 GT, uno dei motori più godibili che abbia mai guidato, di quel blu opaco degno di un’opera d’arte, entrerà nel garage di qualcun altro!

yamaha tracer 900 gt

In me è nato (o forse c’era già, leggermente assopito) il desiderio di cercare adrenalina facendo un tipo di attività diametralmente opposta alla velocità.
Prima era solo scannare senza guardare oltre i confini della carreggiata, d’ora in poi sarà l’esplorazione il perno dell’esperienza.

E quale modo migliore di esplorare, se non abbandonando, almeno a tratti, l’asfalto?

Siamo dunque ad agosto 2023, la Tracer ha già una nuova casa, e io sto andando nella provincia di Cremona a ritirare la mia nuova-futura-folle esperienza motociclistica.
Il concessionario è sempre Yamaha, ma i cilindri sono 2, la ruota davanti è gigantesca, la luce a terra è enorme, le sospensioni sono accoglienti, la sella è stretta e lunga 1km.

Quel giorno tornerò a casa con una stupenda Yamaha Tenerè 700 Icon Blu.

yamaha tenere 700 icon blue

Quei 90km tra la concessionaria e casa me li ricordo come se li avessi percorsi 10 minuti fa. Li ho fatti tutti con un misto di godereccia ansia difficile da spiegare.

Badate bene, l’intero gruppo è rimasto fedele al mondo stradale (a parte G., lui non ci è mai entrato in quel mondo – ora ti capisco) e ho pò di ansietta.

Avrò fatto un cambiamento troppo radicale. Me ne pentirò?

Beh, ci penseranno i successivi due anni a dare una risposta alla domanda, e ad oggi, 15000 chilometri dopo, sarebbe una sacrilegio non dire quanto questo acquisto sia stato geniale! (Me lo dico da solo, il blog è il mio, fattene una ragione).

Con lei ho già fatto diversi viaggi, ho percorso svariate migliaia di chilometri in fuoristrada e ho respirato tanta di quella polvere che forse il sorriso ebete che ho addosso mentre ne parlo, potrebbe essere figlio della terra che ormai mi è finita tra le cellule cerebrali. E’ così bella c***o!

Dovrei spendere delle parole raccontando nel frattempo cosa è successo al gruppo, ma è talmente epico che merita un racconto a sé stante. La voglia di introdurre ogni singolo compagno di avventura è talmente tanta che merita una fetta di spazio digitale dedicato. Lo farò, promesso!

Andare in moto è sempre stata una costante della mia vita. Ho già parlato di sensazioni, di legami, di libertà. Ho persino dedicato un articolo al caffè (lo trovi qui) e di come questo ha cambiato sapore da quando vado a berlo usando una moto!

A tal proposito, qualcuno si starà domandando perchè io stia bevendo del caffè solubile mentre scrivo questi pensieri. Che sia l’argilla depositata nel lobo parietale che ha rovinato per sempre la mia percezione dei gusti (possibile), ma no!

Il motivo è decisamente più semplice. Da quando possiedo questo gioello di casa Iwata, e da quando Youtube è la mia fonte primaria di intrattenimento, mi sto re-invetando esploratore, campeggiatore, uomo delle foreste e quindi, ogni volta che salgo in moto porto con me un fornello e bombola di propano misto butano.

Parto, faccio qualche chilometro un pò a caso, e al primo albero che corrisponde alla caratteristiche giuste (ovviamente me le invento al momento) mi fermo e mi preparo un caffè.

A tutto questo aggiungiamoci che a casa ho l’induzione e non possiedo una moka “da fuoco”.

Mettici che sono tirchio e che quando decido una cosa (tipo andare in un bosco a bermi un caffè) questa deve succedere immediatamente, ed eccoci qua, che sono da Esselunga, con in mano un VALIDISSIMO caffè solubile sottomarca il cui formato più piccolo è da 15 tonnellate.

Aka, devo consumarlo un pò alla volta e quindi eccoci qui!