Stavolta è diverso

November 19, 2023 1 By Mitu404

Fino a quel momento, l’andare in moto, stare insieme, condividere una passione, era stato un “semplice” mettersi d’accordo nel vedersi in tal posto a tal ora, e dare gas.

Non fraintendetemi, era, ed è, una cosa meravigliosa, ma quello che sta per succedere in questo inverno a cavallo tra il 2022 e il 2023 ha un retrogusto completamente diverso. Migliore!

Eravamo soliti organizzare delle “vacanze” insieme, ma questa era diversa.

Mi piace pensare che quella sera, in cui ho deciso di cambiare il nome al gruppo Whatsapp, sia stato un crocevia tra il continuare in qualcosa di normale e il farlo diventare una leggenda.

Da ormai quasi un anno il nostro gruppo si chiamava Trentino ’22, era giunto il momento di aggiornarlo.

Ricordo perfettamente dove mi trovato quando, spinto dalla voglia di creare confusione e svegliare un gruppo dormiente, cambio il nome.

Trentino ’22 è appena diventato Sardegna ’23.

C’è chi ride, chi fa sarcasmo, chi la considera un’idea senza capo ne coda.

Da tempo mi ero fissato che la Sardegna era una di quelle mete che avrei, almeno una volta nella vita, voluto visitare su due ruote.

Vuoi il fascino dei paesaggi, la leggenda delle strade asfaltate di tutto punto, curve disegnate per andare forte.
Il mare non mi interessava.

Tutt’altro che sorprendentemente, c’è voluto poco per convincere gli altri.

Forse si poteva fare davvero!
La mia provocazione era stata valutata come proposta seria.

All’interno del gruppo, ho l’impressione che tutti i partecipanti siano persone con la testa sulla spalle, ben organizzate, che amano lasciare poche cose al destino.

E’ esattamente a gennaio di quest’anno che emerge la follia e viene fuori il peggio (che poi è il meglio) di ognuno di loro.

In poco tempo abbiamo le date, sarà a giugno!
Le ferie le possiamo gestire più facilmente, il clima è buono, la gente ingiro poca.
(Leggenda narra che anche l’accoglienza del popolo Sardo sia diversa fuori stagione – vedremo).

A differenza delle altre vacanze, che poi erano più weekend lunghi, stavolta non basta prenotare un albergo a caso;
stavolta serve definire un itinerario (non vogliamo farci scappare nemmeno un dettaglio di questa magica isola),
dobbiamo acquistare il biglietto del traghetto,
dobbiamo organizzare i bagagli,
dobbiamo darci da fare molto più di come facciamo di solito!

Sarà fattibile per davvero? (io nutro dei dubbi).

I dubbi, tanti, che però vengono completamente scalzati dalla mia mente quando iniziano le prime riunioni operative al quartier generale dell’avventura sarda,
casa di P. – nord di Milano.

Il kebab è la costante alimentare delle riunioni e l’ignoranza buona di chi si fomenta a vicenda, porta ad una sola conseguenza;
è il 26 gennaio 2023. Abbiamo appena comprato i biglietti del traghetto Genova-Olbia!

E’ tutto reale.

La fantasia provocatoria di poche settimane prima, comunicata via whatsapp, ha preso forma, è finita nella mani sapienti di chi le cose le fa funzionare (non io) ed eccoci qua.

Il livello di follia che ruota attorno a dei motociclisti amatori come noi, che riescono a organizzare una cosa simile la racconterò con quest’unico dettaglio:
G1. (quello della ducati più rossa che io conosca) ci gira un link.

E’ un countdown! Ha come data di fine, il giorno e l’orario dell’imbarco – 8/6/2023 ore 21:30!

Mancano dunque circa 4 mesi, o 18 settimane, o come piaceva a noi, 129 giorni.

E’ incredibile come dal momento in cui abbiamo visualizzato questo numero, abbiamo iniziato a vivere in funzione di quest’ultimo, che lentamente si avvicina allo 0.

Non passa giorno in cui:

“ci lamentiamo di quanto questo numero sia alto”

“siamo in fibrillazione perchè abbiamo abbattuto il muro dei 100 giorni”

“stiamo panicando perché forse ci serve questo, ci serve quello, e mancano solo 30 giorni”

“non dormiamo la notte perché il conto alla rovesca dice 1!”

La frenesia che si prova quando ci si approccia a qualcosa che ti piace è indescrivibile.
Sembra di tornare ai vari 24 dicembre di decenni prima.

Ti congratuli con te stesso perché sei riuscito a darti da fare, stai raggiungendo un obiettivo, sei felice!

Io ero felice!

Genova in quel pomeriggio mi sembrava il posto più bello della terra.
L’autostrada verso ovest sembrava un tappeto rosso.
La nave Moby in cui stavamo per salire era quasi una visione mistica.

Siamo a bordo. Ho le gambe molli dall’emozione.

Sto sudando, la temperatura nei parcheggi di un traghetto è altissima, ho la tuta di pelle addosso, sono chinato a legare saldamente la mia Tracer ad una sbarra di ferro. Ho un pò di ansia per il mare mosso.

Col bagaglio in una mano, il casco nell’altra, ci dirigiamo alle nostre cabine.
Siamo in 7, abbiamo 2 stanze da 4.
Il viaggio durerà tutta la notte, saremo in grado di dormire? La notte che incombe darà presto una risposta a questo dubbio.

Si cena, si ride, siamo tutti in divisa (quest’anno abbiamo fatto le cose in grande) e ci godiamo parte del viaggio sul ponte principale bevendo birra. Andiamo a letto che è meglio…

Il briefing a colazione svelerà la risposta alla domanda sulla qualità del sonno.
Esito negativo!
Potremmo colpevolizzare le oscillazioni della nave, il rumore dei motori, ma la verità è che i metri quadri a disposizione sono troppo pochi per contenere la roncopatia dilagante che affligge la camera n. 132 e 133 (numeri di fantasia non ricordando quelli veri).

Arrivare ad Olbia è la presa di consapevolezza finale che siamo dove volevamo essere, che ci siamo riusciti e che siamo pronti a goderci 4 giorni indimenticabili.

Il viaggio si snoda attraverso tutta l’isola. Cambiamo hotel 2 volte, dormiamo stretti, ci laviamo poco, ridiamo tantissimo e parliamo decisamente troppo di moto.

Passeremo una media di 8h al giorno in sella. Ci perderemo una quantità disastrosa di volte.

Finiremo persino a pranzare in mezzo a delle comunioni, vestiti da moto, solo perché è l’unico posto aperto quel giorno.
(Qui confermo quanto mi era stato detto prima di partire. I sardi ci hanno fatto sentire a casa).

P. sorpasserà a destra i Carabinieri (“che cazzo stai facendo” cit. dell’uomo in divisa) – che stile.
G1 stenderà la moto a terra. Il signor Emanuele la rimetterà a posto. – che panico e poi che gioia poter proseguire.
F. si dimenticherà che sta guidando un “camper” da 250kg e gratterà le borse a terra sulla Alghero-Bosa.- che manico.
G2 si concederà una escursione sterrata. – che fanatico (e che invidia).
D guiderà una scrambler tassellata vestito come un pilota da pista. – che polivalenza.
G3 salirà in cattedra per le attività culinarie post giro. – che visione.

La Sardegna rimarrà indelebilmente impressa nella mia mente per molto molto tempo.

Voglio ringraziare i miei compagni di avventura per avermi fatto vivere certe emozioni e per aver contribuito a creare dei ricordi che mi porterò dietro a vita.

G1 – con la motocicletta più curata e coccolata che esista – Ducati, ovviamente rossa!
G2 – con la tassellata dei lord – Triumph, ovviamente scrambler.
G3 – cavalleria pesante del sol levante, sponda Suzuki
D – quello “tranquillo” col bicilindrico senza un senso. Siamo in Austria, KTM
F – leggi sopra, ma su telaio più comodo. KTM super adventure.
P – il fascino dell’avventura per la regina del segmento. l’Africona di casa Honda
Io – sulla mia giapponese mitica compagna di avventure. Spoiler, sarà il nostro ultimo viaggio insieme (sta bene! Ha solo cambiato chi se ne prende cura ma ve ne parlerò prossimamente).