L’esordio – p.1
1 settembre 2018. Ore 4:00. Non dormo.
Non posso dormire, è normale. Alle 6:30 ho la sveglia e inizierà ufficialmente uno dei giorni più indimenticabili della mia vita.
Ma facciamo un passo indietro.
Da pochi mesi sono un motociclista e nel frattempo c’è stato il mio compleanno. 30 tondi.
Non sono mai stato tipo da feste ma quest’anno è diverso. Non tanto per l’età, quanto per quello che succederà in questa giornata.
1 agosto 2018. Rientro in casa dall’ufficio e ad attendermi c’è lei, la mia compagna di vita, che ha passato le ultime ore ad organizzarmi un memorabile momento di festa. Spicca la scritta auguri appesa alla trave del soffitto, c’è una bottiglia di vino con due calici sul tavolo ma quel che noto maggiormente è il suo volto.
È impaziente di darmi la lettera che ha in mano.
Ogni essere umano che si rispetti di fronte ad un regalo torna bambino e io non sono da meno.
Apro la busta già inebetito.
“Autodromo di Franciacorta” leggo. “Voucher valido per cinque turni in pista” urlo.
L’adrenalina è alle stelle e mi sento mancare. Sono al settimo cielo. Grazie.
1 settembre 2018.
Ore 4:10. Guardo il soffitto.
Ore 4:30. Penso che il soffitto abbia bisogno di una mano di bianco.
Ore 4:35. Provo a leggere, magari mi riaddormento e così succede.
Giusto per farvi capire meglio quel che sta per succedere, vi d il quadro della situazione.
Ho la patente della moto da cinque mesi, ho percorso meno di 3000 km, guido un fantastico ferro vecchio immatricolato nel 2000 e la tuta me l’ha prestata D (grazie D). Parto da Milano alle 7 in punto.
L’aria che respiri quando ti avvicini per la prima volta ad un autodromo fa paura.
Sei ancora di qua dal cancello di ingresso e già senti il rumore di chi, ben più organizzato di te, ha passato lì la notte e sta facendo gli ultimi controlli. Il suono di uno scarico senza DB killer è emozionante, vedere le termocoperte ti catapulta dentro ad un weekend del motomondiale.
È tutto così reale.
“Dove cazzo sto andando?” è l’unica frase che ho in testa.
Ore 8:30. Brief piloti.
La bandiera gialla, quella rossa, quella nera. “Alza la mano quando stai per rientrare ai box. Non fare mai una traiettoria che non sia prevedibile.” È tutto chiaro, sembra quasi semplice.
La salivazione sta tornando e le pulsazioni ora sono poco sopra la norma. Ma sta per succedere il peggio: ha iniziato a piovere. Ma non semplice pioggia. Sono secchiate d’acqua, è tutto allagato.
Ho la moto nel paddock.
Ho il logo Dainese stampato sul petto.
Ho appena fatto il mio primo brief piloti.
E Tutto svanisce. Tutto rimandato al giorno successivo.
Passo dal picco di adrenalina al picco di incazzatura in una frazione di secondo.


